08/02/2020 - "Avrai una donna acerba e un giovane dolore"…, canta Claudio Baglioni. "Avrai, avrai, avrai la stessa mia triste speranza e sentirai di non avere amato mai abbastanza, se amore, amore, amore avrai". La vicenda è finita sui giornali nei primi giorni di febbraio 2019. A Carmagnola, in provincia di Torino, un bimbo di soli 8 anni è stato trovato abbandonato per strada. Camminava da solo al buio, ai bordi di una strada di campagna, rischiando di essere travolto da qualche automobile di passaggio.
Nato nel 2010 da genitori bosniaci, Marco aveva vissuto ramingo, affidato (forse) alla nonna paterna, senza avere mai frequentato la scuola. Del padre pare non se ne sappia più (quasi) niente.
1 gennaio 2020
Antoine De Saint-Exupery
“I grandi non capiscono mai niente da soli e
i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.”
Antoine De Saint-Exupery
Dal libro «Il Piccolo Principe»
Chi sono
FILASTROCCA DEL DNA
Questo son io,
son proprio io,
sono nipote
di nonno e zio,
nonché fratello
del mio gemello.
Mi chiamo anch’io
col nome mio
e anche se sono
figlio di Dio,
nacqui da mamma
e papà mio,
e siamo un trio.
E casa mia
è il suol natio.
Nacqui un bel giorno
proprio qua attorno,
sotto l’influsso
di un segno astrale
che non è male.
Nacqui dotato di un DNA,
che non è un marchio di qualità,
ma un documento di identità
che ci distingue poiché ci dà
lingua ed idioma,
il ribosoma,
gene e genoma,
il cromosoma,
pelle, statura,
e abbronzatura,
l’intelligenza con cui ragiono,
quando mi chiedo:
«Ma io chi sono?».
Io non sapevo come chiamarmi,
intendo dire che nome darmi,
e così il nome, senza clamori,
me l’hanno dato i miei genitori.
Ed è da allora, quel giorno lì,
che, battezzato, mi chiamo così.
Per non incorrere in amnesia
ho registrato la biografia:
nome, cognome,
età e pronome,
poi soprannome e prestanome,
perché e percome.
Mimmo Mòllica ©
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«Filastrocche una alla volta»
Filastrocche
per vivere sempre felici e
contenti,
ma fino a un certo punto
«Filastrocche una alla volta». Così ho pensato di presentare le mie filastrocche in una collana di ebook: una alla volta, o quasi. Ognuno degli ebook di questa collana porta il titolo della filastrocca che intende presentare, assieme a poche note e qualche aforisma sull’argomento trattato. Le filastrocche siamo noi Nelle filastrocche ci siamo noi, la famiglia, le situazioni familiari e sociali, i personaggi e le immagini della fantasia, delle fiabe e delle leggende.
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21 marzo 2019
«Cicerenella»: una tarantella maliziosa e ricca di doppi sensi, ma senza tempo
14/03/2019 -«Cicerenella» filastrocca popolare con giardino, cortile e lanterna. Mimmo Mòllica ha tradotto in lingua italiana la famosa canzone popolare del 1700, attribuita ad autore ignoto, diffusa e conosciuta nell’800 col titolo di Tarantella di Posillipo. Una tarantella maliziosa, ricca di spunti arguti, divertenti ed irriverenti. Fantasia, scherno e doppi sensi sono tra gli ingredienti principali di questo gioco musicale che disegna e fa vivere un personaggio femminile inesistente nella realtà, ma vivo e metaforicamente ricco di carattere e surreali prerogative e particolarità. Cicerenella, il cui nome significherebbe letteralmente "piccolo cece" (Cicer arietinum, leguminosa papiglionacea), viene maliziosamente presentata come una donna surreale ma vivace, strana e trasgressiva, ‘tenutaria’ di una “pennata, tutta la notte allummata co’ la lucernella (un cortile, tutta la notte illuminato con una lanterna). Cicerenella rientra, dunque, in quella nutrita produzione partenopea di canti metaforici. Questa filastrocca è stata interpretata e reinterpretata dai più grandi esponenti della canzone napoletana, da Roberto Murolo alla Nuova Compagnia di Canto Popolare, cui risale la versione più nota e popolaresca.
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VURRIA ‘STU MUNNO FATTO A VOGLIA MIA, STORIE DI GIOVINEZZA, VECCHIEZZA E SREGOLATEZZA NELLA CANZONE POPOLARE
13/03/2019 - «Vurria ‘stu munno fattu a voglia mia» (Vorrei questo mondo fatto a piacere mio). Mimmo Mòllica trae spunto da questa villanella popolaresca del ‘500 napoletano, pubblicandone e traducendone il testo, per addentrarsi nel ‘punto cieco della nostra coscienza’: il desiderio (“non è una cosa semplice” diceva Freud). Vorrei…, desiderio o volontà? O qualcosa che non può essere espresso? Storie di giovinezza, vecchiezza e sregolatezza nella canzone popolare e nella poesia.
«Vorrei», condizionale presente del verbo «volere». Sei lettere, tre vocali e tre consonanti per esprimere volontà, desiderio, vagheggiamento, frenesia? «Sogno!». Sospiri…
Le villanelle
Di argomento spesso satirico e morale, intorno alla metà del XVI secolo, le villanelle rappresentarono una delle forme musicali più popolari in Italia.
1 marzo 2019
«PORTA ROMANA BELLA», LA STORIA DI EZIO BARBIERI IN UNA CANZONE
Nella famosa canzone popolare milanese una strofa è dedicata al bandito Ezio Barbieri, nato a Milano ma vissuto a Barcellona Pozzo di Gotto anche dopo la detenzione. Barbieri fu un personaggio ‘leggendario’, entrato ancora giovane nella cronaca criminale. A Barcellona P.G. visse da «libero» cittadino, una volta scontata la pena inflittagli
24/02/2019 - «Porta Romana bella», storia di guardie, ladri e vecchie canzoni di Mimmo Mòllica, racconta una vita e un’epoca attraverso una canzone: Porta Romana bella, canzone popolare del repertorio tradizionale milanese, la più cantata assieme a 'O mia bela Madunina' (O mia bella Madonnina). Porta Romana si trova nei pressi di piazza Filangieri a Milano, dove sorge il carcere di San Vittore.
24/02/2019 - «Porta Romana bella», storia di guardie, ladri e vecchie canzoni di Mimmo Mòllica, racconta una vita e un’epoca attraverso una canzone: Porta Romana bella, canzone popolare del repertorio tradizionale milanese, la più cantata assieme a 'O mia bela Madunina' (O mia bella Madonnina). Porta Romana si trova nei pressi di piazza Filangieri a Milano, dove sorge il carcere di San Vittore.
12 febbraio 2019
L’UOMO FOSSILE: OMAGGIO A PIERRE TISSERAND, CANTAUTORE DEL VENTESIMO SECOLO
12/02/2019 - «L’uomo fossile» è un omaggio di Mimmo Mòllica a Pierre Tisserand, cantautore del ventesimo secolo, discreto e bene educato. «L'uomo fossile», canzone qua tradotta da Mòllica, è il momento più alto del pubblico riconoscimento di Pierre Tisserand. Composto nel 1966, «L'homme fossile» rimane uno dei brani più famosi di Pierre Tisserand. La canzone descrive la scoperta dei resti fossili di un uomo che gli studiosi prendono molto seriamente in considerazione come antenato del genere umano e ne studiano a fondo ogni particolare.
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6 febbraio 2019
«MAMMA, NON MAMMA», DUE STORIE DI INFANZIA NEGATA DI MIMMO MÒLLICA
«Mamma, non mamma» di Mimmo Mòllica, due storie di bimbi con lacrime dolci da seccare, una donna acerba e un giovane dolore. Marco è un bimbo di soli 8 anni abbandonato dalla madre che non lo vuole più: «Se ne devono occupare i nonni paterni, noi qui non lo vogliamo». Manuel a 10 anni è già unclochard, dorme sotto i portici, mangia sotto i portici e al mattino trascina la sua giornata avanti e indietro per la città, come racconta su La Stampa il giornalista Lodovico Poletto.
06/02/2019 - «Mamma, non mamma», con questo titolo Mimmo Mòllica ha messo in versi e rima due filastrocche di bimbi "con lacrime dolci da seccare, una donna acerba e un giovane dolore" (C. Baglioni). Marco è un bimbo di soli 8 anni abbandonato per strada dalla madre. Camminava da solo al buio, ai bordi di una strada di campagna, rischiando di essere travolto da qualche automobile di passaggio.
06/02/2019 - «Mamma, non mamma», con questo titolo Mimmo Mòllica ha messo in versi e rima due filastrocche di bimbi "con lacrime dolci da seccare, una donna acerba e un giovane dolore" (C. Baglioni). Marco è un bimbo di soli 8 anni abbandonato per strada dalla madre. Camminava da solo al buio, ai bordi di una strada di campagna, rischiando di essere travolto da qualche automobile di passaggio.
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SAN MARTINO, FILASTROCCA O STORNELLO CON CAVALLO E MANTELLO
08/02/2019 - «Filastrocca di San Martino» di Mimmo Mòllica, filastrocca o stornello con cavallo e mantello. 11 novembre: festa di San Martino. In questo giorno, ogni anno, si festeggia il nome di Martino con le sue virtù, le sue gesta leggendarie, le belle giornate di sole e il vino novello. La fama di San Martino è particolarmente legata all'episodio del mantello. Secondo il racconto popolare Martino, incontrando un povero mendicante, miseramente vestito, sofferente a causa del freddo intenso e della pioggia, non esitò a fargli dono di metà del suo mantello di lana, dividendolo con la sua stessa spada. Subito il cielo si illuminò e il sole apparve in cielo, riscaldando gli uomini e la terra, la temperatura divenne mite e fu “l’Estate di San Martino”.
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5 febbraio 2019
MAMMA MAMMINA, filastrocche e canzoni strappalacrime, ma geniali e a lieto fine
07/02/2019 - Italia, Paese del bel canto. La canzone italiana nasce nel primo Novecento e acquista la sua identità matura negli anni ‘20 e ‘30, assumendo i caratteri tipici della canzone all’italiana nell’espressione melodico-sentimentale, nei toni commoventi, struggenti.
«Mamma mammina» è un brano scritto nel 1919 da Arturo Trusiano, poeta napoletano, autore di molti versi, divenuti in seguito magnifiche canzoni e divertenti ‘macchiette’ d'avanspettacolo, interpretate da famosi attori e rinomate compagnie teatrali.
Nel 1964 il gruppo di cabaret de «I Gufi» ripropose il brano «Mamma mammina» con il titolo "Il neonato", storia di un trovatello abbandonato dalla madre a Parigi, con alcune modifiche nel testo. Sennonché i versi della canzone non sembrarono convenienti alla Rai. 






