«IL NODO ALLA CRAVATTA». Canzoni allusive e luoghi comuni, di Mimmo Mòllica, Amazon Formato Kindle.
27/01/2019 - Un bel nodo di cravatta è il primo passo serio nella vita. Il nodo sta alla cravatta come il cervello sta all’uomo. Canzoni, filastrocche e poesia… Musica e natura, autori e poeti, fanno parte della tradizione letteraria anche quando i poeti “veri” sono stati prestati alla canzone popolare. Poeti, poesia, autori, filastrocche e canzoni hanno dato luogo a un sentimento artistico “popolare” in cui la canzone è da considerarsi espressione genuina.
«Il nodo alla cravatta» è un brano scritto nel 1954 da Armando Fragna e Giuseppe Gaetano Rastelli, autori di molte canzoni di successo, una parte delle quali di tono ironico, giocoso e allusivo.
«Il nodo alla cravatta» ‘gioca’ con alcuni divertenti luoghi comuni come l’incapacità di molti uomini nel fare il nodo alla cravatta, al punto da dovere ricorrere all’aiuto di familiari e, più paradossalmente, ad una donna, considerato che la cravatta è un accessorio caratteristico dell'abbigliamento maschile.
Così “una ragazza nubile un giorno (maliziosamente) l’aiutò / un nodo indissolubile al collo gli annodò: quel nodo indissolubile è il matrimonio. Da questo alla famiglia il passo è… breve: poi di fratelli e suoceri in casa gli portò / e di sgobbar per quindici da allora a lui toccò.
E tutto ciò perché? Ahimè! Ahimè! Ahimè! Perché lui non sapeva fare il nodo alla cravatta…
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«IL NODO ALLA CRAVATTA».
Canzoni allusive e luoghi comuni
di Mimmo Mòllica
Amazon
Formato Kindle
27 gennaio 2019
BRASSENS POETA DI CAMPAGNA, TRADOTTO IN SICILIANO DA MIMMO MÒLLICA
BRASSENS POETA DI CAMPAGNA: Canzoni del grande cantautore francese-lucano tradotte in lingua siciliana e italiana da Mimmo Mòllica.
28/01/2019 - Georges Brassens, il cantautore più tradotto al mondo, il più difficile da tradurre. Mimmo Mòllica ha tradotto e cantato in lingua siciliana e italiana alcune delle più belle canzoni del cantautore francese-lucano. C’è un filo ‘traduttore’ che lega le canzoni di Georges Brassens e le molteplici versioni (e traduzioni) in diverse lingue. Brassens è fortemente attratto dalla poesia, dallo scrivere in versi, e le sue composizioni abbracciano intimamente la musica.
I suoi testi poetici si addentrano nelle pieghe più intime e profonde dell’umanità debole, resa fragile dalla povertà, ma soprattutto dalle magagne. Così nei versi di questo straordinario cantautore-poeta abbonda l’indignazione, la ribellione e la rivolta, ma senza mai cedere alla ‘rabbia sputata’, senza che il suo linguaggio si faccia mai ringhioso, violento, iroso. Anzi, le situazioni cui Brassens attinge, e che costruisce con geniale ironia, conservano quasi sempre un fondo di umorismo, e il suo narrare è soave, tenero e umano. I suoi versi sono sempre impeccabili nella forma e pregni di tanta umanità. È, così, bellissimo immergersi nel mondo poetico e musicale di Georges Brassens, nei suoi costrutti tematici, ritmici e linguistici.
E le traduzioni sono forme di connessione ad atmosfere sentimentali ed affettive. Da più parti, l’opera poetica di Brassens è considerata elevata nei testi e nella metrica, difficile da tradurre. In proposito non saprei rispondere perché il coinvolgimento è tale da non sapere ora dire quanto io abbia trovato facile o difficile ri(raccontare) nella mia lingua (siciliana) qualche ‘brandello’ del meraviglioso mondo di Brassens. Nato a Sète, nella Francia del sud, Georges è figlio di un muratore francese, Jean-Louis Brassens, e di Elvira Dagrosa, una casalinga italo-francese, figlia di emigrati da Marsico Nuovo, in provincia di Potenza (Basilicata), non distante da Matera, Capitale Europea della Cultura 2019.
Ed ecco che l’universalità della poesia e della musica di Brassens si manifesta nelle atmosfere mediterranee, che fanno di lui un uomo del Nord, del Sud, del Centro… del Mondo. ____________________
«BRASSENS POETA DI CAMPAGNA»
Canzoni del grande cantautore francese-lucano tradotte in lingua siciliana e italiana
di Mimmo Mòllica
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EUR 2,50
28/01/2019 - Georges Brassens, il cantautore più tradotto al mondo, il più difficile da tradurre. Mimmo Mòllica ha tradotto e cantato in lingua siciliana e italiana alcune delle più belle canzoni del cantautore francese-lucano. C’è un filo ‘traduttore’ che lega le canzoni di Georges Brassens e le molteplici versioni (e traduzioni) in diverse lingue. Brassens è fortemente attratto dalla poesia, dallo scrivere in versi, e le sue composizioni abbracciano intimamente la musica.
I suoi testi poetici si addentrano nelle pieghe più intime e profonde dell’umanità debole, resa fragile dalla povertà, ma soprattutto dalle magagne. Così nei versi di questo straordinario cantautore-poeta abbonda l’indignazione, la ribellione e la rivolta, ma senza mai cedere alla ‘rabbia sputata’, senza che il suo linguaggio si faccia mai ringhioso, violento, iroso. Anzi, le situazioni cui Brassens attinge, e che costruisce con geniale ironia, conservano quasi sempre un fondo di umorismo, e il suo narrare è soave, tenero e umano. I suoi versi sono sempre impeccabili nella forma e pregni di tanta umanità. È, così, bellissimo immergersi nel mondo poetico e musicale di Georges Brassens, nei suoi costrutti tematici, ritmici e linguistici.
E le traduzioni sono forme di connessione ad atmosfere sentimentali ed affettive. Da più parti, l’opera poetica di Brassens è considerata elevata nei testi e nella metrica, difficile da tradurre. In proposito non saprei rispondere perché il coinvolgimento è tale da non sapere ora dire quanto io abbia trovato facile o difficile ri(raccontare) nella mia lingua (siciliana) qualche ‘brandello’ del meraviglioso mondo di Brassens. Nato a Sète, nella Francia del sud, Georges è figlio di un muratore francese, Jean-Louis Brassens, e di Elvira Dagrosa, una casalinga italo-francese, figlia di emigrati da Marsico Nuovo, in provincia di Potenza (Basilicata), non distante da Matera, Capitale Europea della Cultura 2019.
Ed ecco che l’universalità della poesia e della musica di Brassens si manifesta nelle atmosfere mediterranee, che fanno di lui un uomo del Nord, del Sud, del Centro… del Mondo. ____________________
«BRASSENS POETA DI CAMPAGNA»
Canzoni del grande cantautore francese-lucano tradotte in lingua siciliana e italiana
di Mimmo Mòllica
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tradotto in lingua siciliana
20 dicembre 2018
«IL DISERTORE» DI MIMMO MÒLLICA
20/12/2018 - Mimmo Mòllica dedica questa sua filastrocca a tutti i giovani, a tutti gli uomini del mondo, rivolgendola a istituzioni, personalità della politica, della cultura, della scienza e della società civile, come personale testimonianza di volontà e contributo per la pace.
In realtà Mòllica intende affrontare una questione di importanza universale e planetaria: la Pace. Così pubblica «La Pace, filastrocca che piace» assieme a un’altra sua composizione «Il Disertore», come proprio contributo e fervido auspicio.
«Se vogliamo costruire la pace nel mondo, costruiamola in primo luogo dentro ciascuno di noi» (Dalai Lama).
«Se vogliamo costruire la pace nel mondo, costruiamola in primo luogo dentro ciascuno di noi» (Dalai Lama).
IL DISERTORE
di Mimmo
Mòllica
A che serve disperarsi
se t’han detto di partire,
quando quelli hanno deciso
non c’è niente da capire,
mercenario o condottiero
non fa molta differenza:
l’ambizione del potere
non ha troppa preferenza.
E il suo viso è là davanti,
cosa importa d’esser vile?
maledetta libertà
conquistata col fucile,
con disprezzo della vita
o con l’odio del ribelle,
con la forza dell’istinto
di chi tiene alla sua
pelle,
col comando imperativo:
grazie al cielo se sei
vivo.
Nella casa di campagna,
proprio dietro la collina,
c’è una donna che t’aspetta
e addormenta una bambina:
“Dormi, dormi figlia mia
che già fuori è buio pesto,
dormi, dormi figlia bella
che papà tornerà presto”.
Nel tuo letto un posto
vuoto
come un giorno di vacanza,
nel tuo cuore l’illusione
cerca l’ultima speranza,
tu abbandoni il tuo fucile
mentre ormai scende la
sera,
la tua donna s’addormenta
recitando una preghiera:
l’ambizione non è amore,
torna a casa il disertore.
È la libertà che vola,
è la libertà che va,
è la libertà che vola,
benedetta libertà.
Non
abbiamo bisogno di pistole e bombe
per
portare la pace,
abbiamo
bisogno
di amore
e compassione.
(Madre Teresa
di Calcutta)
«Il Disertore» di Mimmo Mòllica - Proprietà letteraria Molica Colella Domenico ©2018 –
® Tutti i diritti sono riservati
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27 novembre 2018
«FILASTROCCHE DI MILLE COLORI», PER METTER BIANCO SU NERO (E VICEVERSA)
27/11/2018 - «Filastrocche di mille colori» di Mimmo Mòllica. Filastrocche a colori per metter bianco su nero (e viceversa). Quanti colori. Fiori piccoli e grandi, il cielo azzurro e immenso, il mare smeraldino, paesaggi da sognare e spiagge colorate. È l’Isola dei colori, coi suoi riflessi accesi al tramonto e fiori d’ogni specie: orchidee, tulipani, oleandri rosa, il verde delle piante, carezzate dal vento. I fiori appariscenti, il bianco-verde o il bianco. Il rosso delle foreste tropicali, i colori degli uccelli, le tinte delle case.I colori vocianti del mercato, le barche, le bancarelle e le reti dei pescatori, il pesce appena pescato, dalla barca al mercato. Il giardino botanico vestito di colori, gli alberi e le campagne, la neve che imbianca le montagne. Case, villaggi… Le tele dei di pittori, quadri, sculture, dipinti e souvenir.
Con i colori puoi girare il mondo,
puoi andare in alto, in largo, in giù,
andare in volo oppure andare in fondo,
in India, in Cina, in Africa, in Perù.
Ogni Paese, pure il più lontano,
ha le sue piante, frutti ed i suoi fiori,
in ogni cielo volteggia un gabbiano,
ogni strada si veste di colori.
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FILASTROCCHE DI MILLE COLORI
di Mimmo Mòllica
Filastrocche a colori per metter bianco su nero
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ASIN: B07KD6ZHSX
«FILASTROCCA DI SAN MARTINO»: IL SOLE DELL'INVERNO RISCALDA IL PELLEGRINO
27/11/2018 - «Filastrocca di San Martino» di Mimmo Mòllica, filastrocca o stornello con cavallo e mantello. 11 novembre: festa di San Martino. In questo giorno, ogni anno, si festeggia il nome di Martino con le sue virtù, le sue gesta leggendarie, le belle giornate di sole e il vino novello. La fama di San Martino è particolarmente legata all'episodio del mantello. Secondo il racconto popolare Martino, incontrando un povero mendicante, miseramente vestito, sofferente a causa del freddo intenso e della pioggia, non esitò a fargli dono di metà del suo mantello di lana, dividendolo con la sua stessa spada. Subito il cielo si illuminò e il sole apparve in cielo, riscaldando gli uomini e la terra, la temperatura divenne mite e fu “l’Estate di San Martino”.
Martino nacque nel 316 d.C. a Sabaria, odierna Ungheria, da un ufficiale dell'esercito romano. Giovanissimo fu arruolato nella cavalleria imperiale. Era ancora un bambino quando i genitori si trasferirono a Pavia, dove Martino visse la sua infanzia. Nel 356 Martino lasciò la vita militare, ripudiando le armi. A Poitiers conobbe S. Ilario vescovo e fu ordinato sacerdote. Aveva 18 anni quando donò metà del suo mantello al povero di Amiens. La notte seguente Cristo gli apparve in sogno, vestito di quello stesso mantello. Fu così che Martino decise di farsi battezzare. San Martino è patrono dei mendicanti e degli albergatori, dei cavalieri e delle Guardie Svizzere pontificie.
... il sole dell’inverno
riscalda il pellegrino
ed ogni mosto è vino:
«evviva San Martino».
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FILASTROCCA DI SAN MARTINO
di Mimmo Mòllica
Filastrocca o stornello, con cavallo e mantello
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«SE FOSSI O SE SAREI?»: LA REGOLA DEI FOSSI URLO' LA DIRETTRICE
27/11/2018 - «Se fossi o se sarei?» di Mimmo Mòllica, filastrocche una alla volta. Allarme congiuntivo, la situazione è grammatica. «Se io sarei sindaco, riparerei le strade. – Fossi! – Sì, riparerei anche i fossi». La regola dei fossi: dall’apostrofo ‘incerto’ al congiuntivo ‘infelice’. Giocare con la grammatica italiana introducendo nella filastrocca alcuni comunissimi strafalcioni grammaticali e inventando la «regola dei fossi»: «Se fossi o se sarei?».Da uno strafalcione che è ormai quasi un modo di dire ‘universale’ «nasco imparato» all’alcol snaturato (parodia di alcol denaturato), al proverbiale ‘se sarei’, o ‘se soggiacerei’, fino alla «regola dei fossi»… Nella sua filastrocca Mòllica ha voluto giocare non solo col congiuntivo (in modo antifonale, / con fare alternativo, / diciamo antisociale), ma pure con una certa "forma grammaticale da vero criminale” che spesso incontriamo perfino in certi talk show televisivi, introducendovi parole 'nonsense' e strafalcioni “demenziali, ed anzi proverbiali...
«Se fossi» o « se sarei »?
come si scrive e dice?
«La regola dei ‘fossi’!»,
urlò la direttrice.
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SE FOSSI O SE SAREI?
«FILASTROCCA DEL DIZIONARIO», I BAMBINI E NONNI A DIFESA DELLA BISTRATTATA FILASTROCCA
30/09/2018 - Vari dizionari definiscono una ‘filastrocca’ serie lunga e noiosa di parole; “successioni lunghe e fastidiose di parole”, “noiose tiritere” o anche “discorso lungo e sconclusionato; elenco prolisso”.
Nel “Nuovo dizionario de' sinonimi della lingua italiana”, Niccolò Tommaseo spiega così il significato del termine «filastrocca»: «Filasirocca, serie lunga e noiosa di parole o non convenienti o non vere. Filastrocca di bugie, di citazioni, di nomi: un discorso pieno d’enumerazioni, d’ampollosità.
Cantafèra è cantilena noiosa. Cantafavola, ch’è lungheria non vera. Un po’ mendace; la filastrocca, talora mendace, è sempre noiosa: la tiritera, noiosa ed inetta.
Le facezie di certa gente son filastrocche d’impertinenza, e filastrocche di freddura…”. Uno dei padri nobili della filastrocca, Gianni Rodari, ha definito 'filastrocche' le sue più belle composizioni. Per fortuna sono proprio gli studiosi, l’opinione pubblica, i critici, la stampa e perfino la giuria del Premio Andersen (1970) a ritenerlo “tra i più grandi autori di filastrocche", oltreché i lettori.
Mimmo Mòllica, autore di molte filastrocche, canzoni e testi per la radio, la tv e il teatro, ha voluto ‘giocare’ col Signor Dizionario per tanta ingiustificata severità, scrivendo e pubblicando la «Filastrocca del Dizionario», perché il mondo è cambiato e dobbiamo aggiornarci anche noi, non solo il dizionario. Nella «Filastrocca del Dizionario», un austero e vecchio signore rimprovera alla Filastrocca d’essere fastidiosa, lunga e noiosa. È il Signor Dizionario, un critico rigoroso e severo.
Filastrocca, filastrocca filastrocca antica e sciocca serie lunga di parole che nessun sentir vuole. Saranno l’avvocato Filastroccolo e un nutrito coro di bambini, genitori, insegnanti e nonni a difendere la povera Filastrocca e a dire al Signor Dizionario: «Il mondo è cambiato, dovete aggiornarvi anche voi».
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FILASTROCCA DEL DIZIONARIO
(Filastrocche una alla volta)
di Mimmo Mòllica
Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
Lingua: Italiano
ASIN: B07HD63VRM
Le facezie di certa gente son filastrocche d’impertinenza, e filastrocche di freddura…”. Uno dei padri nobili della filastrocca, Gianni Rodari, ha definito 'filastrocche' le sue più belle composizioni. Per fortuna sono proprio gli studiosi, l’opinione pubblica, i critici, la stampa e perfino la giuria del Premio Andersen (1970) a ritenerlo “tra i più grandi autori di filastrocche", oltreché i lettori.
Mimmo Mòllica, autore di molte filastrocche, canzoni e testi per la radio, la tv e il teatro, ha voluto ‘giocare’ col Signor Dizionario per tanta ingiustificata severità, scrivendo e pubblicando la «Filastrocca del Dizionario», perché il mondo è cambiato e dobbiamo aggiornarci anche noi, non solo il dizionario. Nella «Filastrocca del Dizionario», un austero e vecchio signore rimprovera alla Filastrocca d’essere fastidiosa, lunga e noiosa. È il Signor Dizionario, un critico rigoroso e severo.
Filastrocca, filastrocca filastrocca antica e sciocca serie lunga di parole che nessun sentir vuole. Saranno l’avvocato Filastroccolo e un nutrito coro di bambini, genitori, insegnanti e nonni a difendere la povera Filastrocca e a dire al Signor Dizionario: «Il mondo è cambiato, dovete aggiornarvi anche voi».
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FILASTROCCA DEL DIZIONARIO
(Filastrocche una alla volta)
di Mimmo Mòllica
Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
7 ottobre 2018
«CASTELLI DI SABBIA»: FILASTROCCA CON PALETTA E SECCHIELLO PER FARE UN CASTELLO
08/10/2018 - «Castelli di sabbia» di Mimmo Mòllica. Filastrocca con paletta e secchiello per fare un castello. Come scrivere in versi per il gusto di andare spesso a capo. Guardare i bambini giocare con la sabbia, impegnati in fantasiose costruzioni: scavare buche profonde, disegnare e scrivere sulla sabbia bagnata, costruire castelli.
Ieri come oggi giocare con la sabbia, in spiaggia, accomuna i bambini ma coinvolge pure gli adulti. La spiaggia, la sabbia bagnata, un secchiello e una paletta, per affondare le mani e la fantasia dove la realtà non arriva.
Sporcarsi le mani, modellare la sabbia umida con le mani, darle forme inventate è un’opera nuova ogni volta, costruire castelli incantati: che bella invenzione.
Giocare con la sabbia di una spiaggia rende protagonisti, è principio di libertà, occasione di infinito, di libera creatività, opportunità di libero gioco. Libera l’immaginazione, stimola la fantasia, la creatività e la concentrazione, esercita i cinque sensi, sviluppa le abilità di manipolazione e la destrezza, allena il corpo e la mente, favorisce le abilità grafiche, concentra e rilassa.
di Mimmo Mòllica
Filastrocca con paletta e secchiello per fare un castello
Amazon Media EU S.à r.l.
Formato Kindle
Lingua: Italiano
ASIN: B07J1L796C
EUR 3,00
Ieri come oggi giocare con la sabbia, in spiaggia, accomuna i bambini ma coinvolge pure gli adulti. La spiaggia, la sabbia bagnata, un secchiello e una paletta, per affondare le mani e la fantasia dove la realtà non arriva.
Sporcarsi le mani, modellare la sabbia umida con le mani, darle forme inventate è un’opera nuova ogni volta, costruire castelli incantati: che bella invenzione.
Giocare con la sabbia di una spiaggia rende protagonisti, è principio di libertà, occasione di infinito, di libera creatività, opportunità di libero gioco. Libera l’immaginazione, stimola la fantasia, la creatività e la concentrazione, esercita i cinque sensi, sviluppa le abilità di manipolazione e la destrezza, allena il corpo e la mente, favorisce le abilità grafiche, concentra e rilassa.
Giocar tutti là insieme era bello
e le mani sembravan farfalle
che donavano al mondo un castello
in un prato di primule gialle:
di tutta la spiaggia il più bello,
con una paletta e un secchiello.
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«CASTELLI DI SABBIA» di Mimmo Mòllica
Filastrocca con paletta e secchiello per fare un castello
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Formato Kindle
Lingua: Italiano
ASIN: B07J1L796C
EUR 3,00
LE FATE, QUALCUNO LE MANDI A CHIAMARE. CON «LE FATE DEL BENE» MIMMO MÒLLICA RACCOGLIE L’APPELLO DI GIANNI RODARI
«Le Fate del Bene» di Mimmo Mòllica. Incontrare una fata non è difficile, difficile è riconoscerla… Ma dove saranno andate? Non se ne sente più parlare…. Gianni Rodari ha lanciato il suo appello: "Erano disoccupate! Qualcuno le mandasse a chiamare”. Così Mimmo Mòllica, autore di molte filastrocche, ha raccolto l’appello del ‘grande maestro dell’ infanzia”
29/09/2018 – Gianni Rodari immagina che le fate siano scappate, “si nascondono in fondo al mare, oppure sono in viaggio per la luna, in cerca di fortuna. Erano disoccupate! Qualcuno le mandasse a chiamare”.
Così Mimmo Mòllica, autore di molte filastrocche, canzoni e testi per la radio e la tv, ha raccolto l’appello del ‘grande maestro dell’ infanzia”, Gianni Rodari, scrivendo e pubblicando «Le Fate del bene», filastrocca, per imparare ad incontrare le fate e riconoscerle. "I bambini vedono le fate meglio di noi perché i nostri occhi sono pieni di cose che non vogliamo vedere".
Nella filastrocca «Le Fate del bene», Mimmo Mòllica si chiede “chi sono le fate? Che sono le fate? Fanno parte della natura? È la natura stessa che le crea? Sono aria, spirito, forma? Traggono origine dagli elementi naturali (aria, acqua, fuoco e terra)? Sembra proprio così…
Le fate rappresentano la forza della natura, e proprio per questo sanno nascondersi, mimetizzarsi, fuggire e trasformarsi. Sono molte le leggende sul mondo delle fate, ma bisogna essere davvero puri di cuore per credere in loro e con esse dialogare. Le fate compaiono e scompaiono misteriosamente senza lasciare traccia, senza svelare i loro segreti, né gli inestimabili tesori custoditi e nascosti. C’è un’Isola-che-non-c'è per ogni bambino, e sono tutte differenti. Se incontrate una dolce fanciulla o un’esile vecchietta, non esitate ad essere gentili offrendo loro il vostro aiuto: dietro quelle sembianze potrebbero celarsi due fate. Il gesto gentile così verrebbe ricompensato con un dono fatato…
«Le Fate del Bene»
di Mimmo Mòllica
Filastrocche una alla volta
Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
Lingua: Italiano
ASIN: B07DTG3GY8
29/09/2018 – Gianni Rodari immagina che le fate siano scappate, “si nascondono in fondo al mare, oppure sono in viaggio per la luna, in cerca di fortuna. Erano disoccupate! Qualcuno le mandasse a chiamare”.
Così Mimmo Mòllica, autore di molte filastrocche, canzoni e testi per la radio e la tv, ha raccolto l’appello del ‘grande maestro dell’ infanzia”, Gianni Rodari, scrivendo e pubblicando «Le Fate del bene», filastrocca, per imparare ad incontrare le fate e riconoscerle. "I bambini vedono le fate meglio di noi perché i nostri occhi sono pieni di cose che non vogliamo vedere".
Nella filastrocca «Le Fate del bene», Mimmo Mòllica si chiede “chi sono le fate? Che sono le fate? Fanno parte della natura? È la natura stessa che le crea? Sono aria, spirito, forma? Traggono origine dagli elementi naturali (aria, acqua, fuoco e terra)? Sembra proprio così…
Le fate rappresentano la forza della natura, e proprio per questo sanno nascondersi, mimetizzarsi, fuggire e trasformarsi. Sono molte le leggende sul mondo delle fate, ma bisogna essere davvero puri di cuore per credere in loro e con esse dialogare. Le fate compaiono e scompaiono misteriosamente senza lasciare traccia, senza svelare i loro segreti, né gli inestimabili tesori custoditi e nascosti. C’è un’Isola-che-non-c'è per ogni bambino, e sono tutte differenti. Se incontrate una dolce fanciulla o un’esile vecchietta, non esitate ad essere gentili offrendo loro il vostro aiuto: dietro quelle sembianze potrebbero celarsi due fate. Il gesto gentile così verrebbe ricompensato con un dono fatato…
Copiose son le fate, è proverbiale,
fate d’ogni elemento naturale:
fate dell’acqua, terra, aria e fuoco,
son dieci, cento, mille pressappoco.
Fata dei boschi, fata dei poeti,
fata dei laghi, fata dei pianeti,
fata dei draghi, fata del Natale,
fata dei fiumi, dell’universo astrale.
_______________________«Le Fate del Bene»
di Mimmo Mòllica
Filastrocche una alla volta
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Lingua: Italiano
ASIN: B07DTG3GY8
«BUONGIORNO GIORNO», FILASTROCCA PER 24 ORE NUOVE DI ZECCA
05/10/2018 - «Buongiorno giorno» di Mimmo Mòllica, filastrocche una alla volta. Come scrivere in versi per il semplice gusto di andare spesso a capo. Sento il bisogno di dormire 8 ore al giorno. A parte la notte. Svegliandomi questa mattina, sorrido. Ventiquattro ore nuove di zecca sono davanti a me. Il tempo, complice, regola beffardo l'orologio alla solita maniera. Tra non molto qualcuno dirà che è tardi, altri diranno che è presto. La sera con movenze rapaci solleva un artiglio dal trespolo e lento lo riabbassa, per farti spazientire, per dispetto. E quando ti sembra che stia per poggiare la zampa, lenta la risolleva. E più ti aspetti che almeno ora sollevi l’altro artiglio più lei risolleva lo stesso di prima. E con identica misurata flemma lo abbassa tanto lentamente da sembrare che lo sollevi ancora.
FILASTROCCHE UNA ALLA VOLTA
«Filastrocche una alla volta». Così Mimmo Mòllica ha pensato di presentare le sue filastrocche in una collana di ebook: una alla volta, o quasi. Ognuno degli ebook di questa collana porta il titolo della filastrocca che intende presentare, assieme a poche frasi e qualche aforisma sull’argomento trattato: "Ho voluto aggiungere qualche altra filastrocca per legittima vanità, ma pure come omaggio ai lettori". Le filastrocche siamo noi. Nelle filastrocche ci siamo noi, la famiglia, le situazioni familiari e sociali, i personaggi e le immagini della fantasia, delle fiabe e delle leggende.
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Buongiorno giorno
Filastrocche una alla volta
di Mimmo Mòllica
Formato Kindle
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Lingua: Italiano
ASIN: B07DHN2L45
FILASTROCCHE UNA ALLA VOLTA
«Filastrocche una alla volta». Così Mimmo Mòllica ha pensato di presentare le sue filastrocche in una collana di ebook: una alla volta, o quasi. Ognuno degli ebook di questa collana porta il titolo della filastrocca che intende presentare, assieme a poche frasi e qualche aforisma sull’argomento trattato: "Ho voluto aggiungere qualche altra filastrocca per legittima vanità, ma pure come omaggio ai lettori". Le filastrocche siamo noi. Nelle filastrocche ci siamo noi, la famiglia, le situazioni familiari e sociali, i personaggi e le immagini della fantasia, delle fiabe e delle leggende.
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Buongiorno giorno
Filastrocche una alla volta
di Mimmo Mòllica
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Lingua: Italiano
ASIN: B07DHN2L45
«FIORI DI PESCO», FILASTROCCA CHE CUSTODISCO DENTRO L’HARD-DISCO
05/10/2018 - «Fiori di pesco» e altre brevi cose di Mimmo Mòllica, filastrocche per vivere per sempre felici e contenti, ma fino a un certo punto. "Pesco, perché col pesce io mangio e cresco… / Ma se non mangio non esaudisco / il desiderio quasi pazzesco, che custodisco come l’hard-disco / di quel computer che preferisco...
Le filastrocche prima si insegnano ai bambini e meglio riusciranno a memorizzarle: educano al ritmo, abituano a scandire le parole e i concetti, danno un'idea compiuta della musicalità e del comporre in rima. Imprimono nella mente dei più piccoli le storie, i messaggi e i sentimenti che le filastrocche raccontano; nei grandi la... grandezza.
«Perciò io mangio il pesce fresco che a volte pesco… / Ma se non pesco mi arrugginisco, / non mi capisco e non gioisco… / Quando non pesco non concepisco / neanche l’Unesco, non la capisco…».
«Filastrocche una alla volta». Così Mimmo Mòllica ha pensato di presentare le sue filastrocche in una collana di ebook: una alla volta, o quasi. Ognuno degli ebook di questa collana porta il titolo della filastrocca che intende presentare, assieme a poche frasi e qualche aforisma sull'argomento trattato. Le filastrocche siamo noi, ci siamo noi, la famiglia, le situazioni familiari e sociali, i personaggi e le immagini della fantasia, delle fiabe e delle leggende.
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FIORI DI PESCO
(Filastrocche una alla volta)
di Mimmo Mòllica
Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
Lingua: Italiano
ASIN: B07BTS5WG8
Le filastrocche prima si insegnano ai bambini e meglio riusciranno a memorizzarle: educano al ritmo, abituano a scandire le parole e i concetti, danno un'idea compiuta della musicalità e del comporre in rima. Imprimono nella mente dei più piccoli le storie, i messaggi e i sentimenti che le filastrocche raccontano; nei grandi la... grandezza.
«Perciò io mangio il pesce fresco che a volte pesco… / Ma se non pesco mi arrugginisco, / non mi capisco e non gioisco… / Quando non pesco non concepisco / neanche l’Unesco, non la capisco…».
«Filastrocche una alla volta». Così Mimmo Mòllica ha pensato di presentare le sue filastrocche in una collana di ebook: una alla volta, o quasi. Ognuno degli ebook di questa collana porta il titolo della filastrocca che intende presentare, assieme a poche frasi e qualche aforisma sull'argomento trattato. Le filastrocche siamo noi, ci siamo noi, la famiglia, le situazioni familiari e sociali, i personaggi e le immagini della fantasia, delle fiabe e delle leggende.
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FIORI DI PESCO
(Filastrocche una alla volta)
di Mimmo Mòllica
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Lingua: Italiano
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